Come il Social Presencing Theater ha trasformato il mio modo di pensare e agire

Il mio percorso con Arawana Hayashi e la scoperta di un nuovo modo di essere presente nel mondo

Nel gennaio 2016 ho incontrato per la prima volta Arawana Hayashi di persona, quando, su mio invito, è venuta a Vienna per condurre un corso base di Social Presencing Theater (SPT). Avevo già conosciuto e sperimentato la Theory U a partire dal 2013, integrandola nel mio lavoro di formatrice in contesto europeo, e avevo anche coordinato il primo U-Lab a Vienna. Da lì è nato spontaneamente il desiderio di approfondire quella che allora percepivo come una dimensione più viva e corporea della Theory U.

Dall’invito ad Arawana alla nascita di una comunità di pratica

Decisa a portare SPT a Vienna, scrissi direttamente ad Arawana. Su suo suggerimento, contattai persone che avevano già partecipato a un’introduzione alla Theory U e al Social Presencing Theater. Non solo per invitarle al corso, ma anche per gettare le basi di un gruppo di pratica locale.

Il primo corso SPT, nel 2016, raccolse 27 partecipanti. Il secondo, a settembre 2017, ne vide 23, molti dei quali erano tornati proprio per il piacere di praticare di nuovo insieme — segno che l’esperienza aveva toccato corde profonde. Nel frattempo, sono nati a Vienna diversi gruppi di pratica che hanno permesso a tante persone di avvicinarsi allo SPT, sia per curiosità che per consolidare una pratica già avviata.

Una svolta personale: il corpo come fonte di conoscenza

Per me, la scoperta del SPT è stata una vera svolta personale e professionale. Mi ha aperto alla possibilità concreta di usare il corpo e le sensazioni non più come distrazioni o segnali fastidiosi, ma come fonte di informazione viva. Fino a quel momento, il mio approccio era stato fortemente orientato alla mente: riflessione, analisi, pianificazione. Ero brava in questo, avevo sviluppato modelli formativi efficaci e una forte capacità progettuale. Ma, come dice ironicamente Arawana, il mio corpo era “al servizio del trasporto della testa”.

Il primo insegnamento profondo che ho ricevuto dalla pratica SPT è stato questo: il corpo vive solo nel presente, e se porto attenzione al qui e ora attraverso il corpo, posso accedere a informazioni preziose su di me e sulle relazioni intorno a me. Attraverso movimenti lenti e consapevoli, ho iniziato a percepire come cambia la relazione con me stessa e con gli altri. Ho iniziato a cogliere gli aspetti invisibili delle dinamiche relazionali, le cosiddette “energie sottili”. In altre parole, ho imparato a essere presente con tutta me stessa.

Il valore del “non fare” e dell’attesa

Il secondo grande insegnamento è stato il non fare, ovvero la capacità di rimanere in uno spazio di attesa attiva, senza riempire ogni vuoto con un’azione immediata. Per me, abituata a essere operativa e risolutiva, è stato rivoluzionario imparare a non reagire, ma a lasciare emergere, ascoltare cosa chiede il corpo, e dare spazio al vero movimento autentico.

Lo spazio tra due azioni — ciò che prima percepivo come vuoto — è diventato per me un territorio fertile, dove può sorgere un’intuizione o un gesto veramente trasformativo. Questo ha cambiato il mio modo di agire nel mondo: non cerco più soluzioni rapide, ma mi affido al sentire per cogliere quello che vuole emergere.

Un nuovo modo di essere nel mondo

Questi due insegnamenti — l’ascolto corporeo nel presente e il potere dell’attesa consapevole — oggi sono parte integrante del mio modo di vivere e lavorare. Mi permettono di accedere a informazioni che prima non sapevo nemmeno esistessero. E, soprattutto, mi hanno dato fiducia: la fiducia che la risposta giusta sia già lì, pronta a emergere se le offro lo spazio e il tempo per farlo.

Un percorso che continua

Per la cronaca, i workshop con Arawana che ho organizzato a Vienna si sono moltiplicati: nel 2021 abbiamo proposto un corso base e un approfondimento (Deepening), e nel 2023 una edizione speciale per chi già aveva una pratica continuativa di SPT. La comunità è cresciuta, e con essa la mia convinzione che il Social Presencing Theater sia una pratica chiave per attraversare consapevolmente i tempi complessi che viviamo.

Dopo aver avuto la possibilità di praticare direttamente con Arawana Hayashi in diversi momenti e contesti, oggi ho la sua benedizione e fiducia per condurre in autonomia i workshop base di Social Presencing Theater.
Porto con me l’esperienza vissuta sul campo e l’intento di mantenere viva l’essenza di questa pratica, offrendo spazi generativi come quello che realizzeremo a Roma, a settembre 2025.

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Un’occasione per scoprire come il corpo può diventare strumento di ascolto, chiarezza e trasformazione nei sistemi complessi.

📅 26–28 settembre 2025, Roma
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Foto credits: Paola Bortini – al corso sulla leadership per giovani donne, a Pune.

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